ESPOSITORI

Tessere Di Marcon Michela

  • Espositore: Tessere di Marcon Michela
  • Indirizzo: Via Latina 156 Romans d’Isonzo (GO) 339 2290104
  • email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

C’è stato un tempo in cui un occhio allenato sapeva coordinare questa immagine cangiante delle cose. Era il tempo in cui quest’arte così "primitiva", rispetto a quella ben più sofisticata della pittura, era diventata un’arte profondamente "intellettuale", grazie alla somma degli sguardi che in essa vedevano trascritti i simboli del divino. Quando le architetture umane di Giotto hanno cominciato a modificare la lingua in uso, queste immagini scheggiate ed evanescenti si sono disperse. La superficie musiva ha perduto la sua valenza di supporto di segni classificatori. L'occhio umano si è disorientato in questo eccesso di analisi, ha disimparato a leggere gli spessori partendo dal fondo e a percepire la configurazione rispetto alla forma, il progetto topologico rispetto al disegno. Come una mappa non più rintracciabile, la texture del Mosaico ha dovuto attendere che tutta l'arte si reinventasse al di là delle distinzioni accademiche per poter riprendere la parola come segno.
Tecnica complessa e impegnativa quella del Mosaico, in cui niente sembra spontaneo e le cui costrizioni sembrano prevalere sulle libertà. Eppure macchina dalle possibilità illimitate, che suggerisce sempre nuovi giochi, dalla cattura di infinite prede nella ragnatela dei suoi solchi alla costruzione dello spazio nel tempo, come fa la tessitura. Non a caso altro simbolo mitico della struttura del cosmo.
Oggi che le tendenze pluralistiche della modernità ripropongono attraverso l'assemblaggio, il collage, l'oggetto trovato, la frammentazione dei pixel, tutte quelle pratiche formali che sono da sempre nel Dna del Mosaico, la tessera torna a diventare misura del mondo. E se la contemporaneità si misura in termini di prevaricazione del caos e del disordine sull’ordine e la staticità, in termini di fusione e/o confusione di linguaggi, non è difficile intuire quali spazi ci siano per un sistema di segni molecolare e destrutturato come quello del Mosaico. Ma attraverso quali “cospirazioni con il Fato” sarà possibile ricomporre “questo doloroso schema di cose” in una forma "più simile al desiderio del cuore"?

La risposta che avanza il Laboratorio TESSERE, nato undici anni fa a Romans d’Isonzo, dove opera sotto la direzione di Michela Marcon, si articola su due piani diversi, ambedue all'interno di una stessa scelta di campo: quella del recupero del Mosaico puro, che fa la differenza tra prodotto industriale fornito in lastre e prodotto minerale procurato in frammenti naturali.

Michela Marcon
si è diplomata
nel 2000 presso la
"Scuola Mosaicisti del Friuli
di Spilimbergo"